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il-nido-della-fenice

books4-17d00I lettori d’oltreoceano preferiscono acquistare e-book, lo dice l’Associazione degli editori americani. 

Ovviamente - visto che abbiamo premesso il simbolo del Dollaro ($) alle cifre - stiamo parlando di una partita che si è giocata in America, ma i risultati fanno pensare: sono stati diffusi, infatti, dall’Associazione degli editori americani. Si tratta di un +28,1 per gli e-book e la conclusione è: “In breve, gli e-book stanno vincendo”.

Gli “Hardcover”, tanto per intenderci, sono quelli che in Italia chiamiamo i “rilegati”. Esce il nuovo libro di Saviano, esce “in rilegato”, anche se il volume è in brossura… e il suo costo è al top, poi – a seconda della politica della casa editrice che lo edita - nei mesi successivi sarà ristampato in formati più economici.

Dunque, negli States, i lettori preferiscono acquistare e-book.

Da sempre, si diceva, che noi europei (e soprattutto noi italiani) viaggiamo con qualche anno di ritardo rispetto all’America, ma daereader33 quando si è diffusa la globalizzazione e la Comunicazione viaggia su Internet, le tempistiche si sono notevolmente ristrette. Un esempio? La commercializzazione dell’IPad che dagli Usa ai nostri centri commerciali impiega ormai solo pochi mesi.

Inoltre l’e-book è un fenomeno strettamente connesso al Web, forse se non esistesse Internet neppure si sarebbe così diffuso. Perché, quindi, aspettare i tempi di Mondadori per leggere il nuovo Ken Follett, quando con una spesa decisamente bassa (rispetto al “rilegato” Mondadori), e in tempi rapidissimi si può scaricare la nuova fiction in contemporanea in tutto il mondo?

Il fatto grave è che qui da noi quando si parla di e-book la maggior parte della gente storce il naso, si aggrappa al passato e si rinchiude in una inutile ricerca del tempo perduto… con grande riconoscenza dei gruppi editoriali nostrani che, sempre più votati al dio denaro, hanno svilito il loro mestiere oltre ogni possibile immaginazione, pubblicando spazzatura o limitandosi a tradurre i titoli che avevano successo all’estero. Pochi rischi, basse spese per le traduzioni, e tiramm' a campà…

 

 

Il Fattore Amazon 
Nel frattempo avanza il “Fattore Amazon” che, meritoriamente, sta svolgendo il lavoro che gli editori non sono più interessati a svolgere: porsi come mediatore tra autori e lettori. Chi più chi meno si scaglia contro Amazon perché lentamente ma senza sosta continua a estendere la sua “fetta di mercato”. Ma possiamo condannarlo?

Da questo suo lavoro editoriale Amazon guadagna, certo, ma gli altri editori, gli editori considerati “tradizionali” lavorano forse per laAmazon Gloria?

Grazie a Internet Amazon arriva ovunque, anche in luoghi dove una libreria non è mai esistita.

Grazie al suo metodo (indiscutibilmente democratico) gli autori che pubblicano con il suo sistema hanno “pari opportunità”, e non sono sottoposti né a clientelismi né a bocciature discriminanti. Con Amazon editi e ti sottoponi al giudizio dei lettori senza altro che le tue capacità (di scrittura, di creatività e marketing).

Amazon è, naturalmente, un colosso; dispone di mezzi economici enormi, ma visto che per anni non ci siamo scandalizzati delle possibilità a disposizione degli editori tradizionali, perché dovremmo farlo oggi?

 

La rivoluzione a portata di tutti 
Grazie a Internet, inoltre, chiunque (davvero chiunque) può diffondere e commercializzare il proprio prodotto, romanzo o saggio o silloge che sia. Esistono centinaia di luoghi che gli autori possono utilizzare per diffondere il prodotto della loro creatività.

Si può partire da un Blog gratuito e arrivare a coinvolgere migliaia di persone, anche in questo l’America ci ha mostrato che la possibilità c’è, ed è concreta.

C’è ad esempio una certa Heather Killough-Walden, autrice di romanzi paranormali, che ha venduto la non risibile cifra di 2 milioni di e-book… Dopo di che, gli editori tradizionali si sono destati offrendole l’opportunità di stampare con loro.

 

 

IVA e Formati 
Allora con l’e-book stiamo prospettando un mondo tutto “rose e fiori”?

No, certo, qualche problema ancora c’è… Quello relativo al formato, ad esempio. Vi rammentate quando i dischi in vinile vennero sostituiti da altri supporti? Prima di arrivare ai CD si passò per supporti magnetici e nastri e cassette… Un caos.

Ora con gli e-book vi sono diversi formati, troppi. Occorre una scelta univoca di formato, uno standard, che acceleri e migliori la diffusione.

Occorre, in Italia, abbassare l’IVA agli e-book e equipararla a quella dei libri (dal 21 al 4%), perché si tratta comunque di un “libro” e non ha senso tassarlo come un prodotto tecnologico.

E, infine, bisogna che gli editori tradizionali riprendano a fare il loro mestiere, che si impegnino a usare il nuovo mezzo e ad essere di nuovo un tramite “culturale” tra autori e lettori, insomma che, ad esempio, editare con Einaudi o Feltrinelli torni ad essere simbolo di qualità, come lo è stato per decenni, almeno fino a quando non divenne merce di mero valore economico per un Business senza anima.
Flaminia P. Mancinelli

 

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