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«La mia Ismene Stratos è un omaggio a Demetrio, greco di Alessandria d’Egitto e milanese. ...per riflettere sulla mancanza di memoria che ogni tanto ci assale e che ci fa ripetere gli stessi errori dopo millenni...dalle recentissime leggi sul reato di clandestinità alla mitologia greca..la distruzione della casa di Edipo ...la lotta fratricida tra Eteocle e Polinice...chiudere le porte e le frontiere ...e nasce il nemico...» [Manuela Ottaviani]
Ismene Stratos è greca, ed è italiana. È greca perché di madre e padre greci ed italiana perché abita da sempre in Italia. Fa la bibliotecaria (viene da Alessandria d'Egitto città per antonomasia della più grande biblioteca) e vede quello che succede a chi è immigrato e non è fortunato come lei (che ha un lavoro regolare). Sente i venti reazionari che la additano a straniera, pericolosa.
La sua cultura classica e l'omonimia con un’altra Ismene, quella sofoclea, le danno lo spunto per raccontare e attualizzare la storia fratricida di Eteocle e Polinice, delle reazione di Creonte e della controreazione di sua sorella Antigone. Una storia di vendette e di cecità, nel mancato riconoscimento del proprio sangue.
Ma Ismene Stratos non è l'Ismene sofoclea, e si interroga sull’origine del proprio sangue, e di quello degli altri. Così gira le città e le piazze e continua a sperare chiedendo a tutti coloro che la ascoltano di indagare sul proprio passato per vedere da quale paese proveniamo e come ci siamo arrivati.
E infine lascia ad ognuno questa domanda: e tu, ascoltatore o lettore, tu di che sangue sei? |
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